Archivi del mese: marzo 2014

Merola paghi le multe e dia l’esempio


Abbiamo appreso che due auto dell’amministrazione hanno parcheggiato indebitamente nei parcheggi disabili situati a Palazzo d’Accursio e per questo sono state multate e rimosse.

L’episodio, sicuramente ironico, dovrebbe far riflettere l’amministrazione sulla prolificazione di regole e balzelli che essa stessa impone a cittadini ed automobilisti costretti a destreggiarsi fra divieti, telecamere, accertatori e con una intransigenza richiesta a fasi alterne. Le biciclette libere di scorrazzare in barba a qualsiasi regola della strada, le auto e le moto perseguitate come nemici della pubblica comunità. Queste ragioni sono da solo sufficenti a richiedere che il Sindaco paghi personalmente le multe e le rimozioni di tali veicoli a prescindere dalla responsabilità del singolo utilizzatore.

Occorre però fare una ulteriore riflessione. Per quale ragione Sindaco ed Assessori possono utilizzare le auto comunali, magari prenderle la sera, recarsi a casa e riportarle il giorno successivo?Per quale ragione essi possono girare liberamente per la città a nostre spese e parcheggiare di fianco a Palazzo d’Accursio in parcheggi riservatati? Per quale ragione non devono sottostare essi stessi alle regole che hanno imposto alla comunità?

Un cittadino normale, un lavoratore che utilizza l’autovettura per necessità e non per vezzo, deve impazzire a trovare un parcheggio e pagarlo profumatamente proprio a causa di tali regole, o peggio, se vuole andare in centro quando ci sono i T-Days, deve trovare un parcheggio e pagarlo, prendere uno o due autobus affollati e pagare il biglietto maggiorato per quel 30% di persone che non lo fanno.

Diano allora essi il buon esempio e facciano ciò che richiesi già all’inizio del mandato con un mio ordine del giorno (ovviamente bocciato dal Pd), rinuncino all’utilizzo delle auto del Comune!

Errani dovrebbe dimettersi


Mentre nel resto d’Italia i Governi regionali cadono come le foglie ad autunno, mentre alcuni governatori si dimettono nonostante non siano neppure indagati perché finiti nel tritacarne mediatico, guarda caso sulla Regione Emilia Romagna nulla si dice. Tutto normale?

Ricapitoliamo tutti i procedimenti. Zoia Veronesi oggi a processo, indagata perché pagata dalla Regione secondo l’accusa faceva la segretaria di Bersani. Bruno Salaroli, ex capo di Gabinetto di Vasco Errani indagato nella medesima vicenda. Giovanni Errani fratello di Vasco indagato per truffa e falso ideologico. Vasco Errani anch’esso indagato è stato prosciolto all’udienza preliminare, ma sullo stesso pende il ricorso della Procura della Repubblica. Flavio del Bono ex vice- Presidente della Regione ha patteggiato la pena per peculato, abuso d’ufficio e truffa. Paolo Nanni ex Capogruppo dell’Italia dei valori indagato per peculato perché avrebbe intascato circa 280.000€ con falsi rimborsi. Se poi vogliamo aggiungere qualcosa è in corso d’indagine il procedimento per la Consulta degli Emiliani romagnoli nel mondo.

Una valanga di procedimenti e processi che ha coinvolto persone scelte da Errani, vicine ad Errani, parenti di Errani. Di tutto ciò la stampa nazionale nulla scrive. Tutto tace. E’ un caso? E’ un caso che i governatori dimessi siano tutti di centro destra? La risposta è molto semplice, di certo è che la Regione Emilia Romagna non è il modello che vogliono farci credere. Di certo Errani avrebbe già dovuto dimettersi da tempo. Di certo abbiamo il compito di far sapere questi scandali e mantenere viva la memoria degli elettori.