Archivi del mese: dicembre 2011

Una giunta pasticciona: merita 5


IL SINDACO Virginio Merola si è autopromosso in pieno, affermando di avere rispettato le promesse elettorali nei primi sette mesi di mandato. Il Pdl invece, prevedibilmente, boccia il 2011 dell’amministrazione, rispolverando il conteggio delle delibere di giunta approvate. In base ai dati forniti ieri dal capogruppo pdl Marco Lisei, la giunta Merola è quella che ha lavorato meno degli ultimi mandati a Palazzo d’Accursio.

«HO FATTO una breve rilevazione negli uffici: nei primi sei mesi — riferisce Lisei — sono state emesse 174 delibere di giunta. Durante lo stesso periodo del mandato Guazzaloca le delibere erano 973: un divario di operatività incredibile. La giunta Cofferati ne emise 245, Delbono 293-297. Quindi parliamo di una giunta non solo altamente inoperativa, ma che non ha dato corso alla discontinuità di cui parlava». A QUESTO si aggiungono vicende travagliate come l’errore nell’inquadramento dell’ex responsabile di gabinetto del sindaco, Marco Lombardelli, costato le dimissioni all’esponente del Pd, e le diverse ordinanze emanate per via Petroni.

«Una giunta pasticciona che non merita sicuramente più del 5 o del 4,5», conclude Lisei, che però salva’ gli assessori ai lavori pubblici Luca Rizzo Nervo e al commercio Nadia Monti («hanno guardato poco alla ribalta e lavorato concretamente»). Il peggiore per Lisei è Andrea Colombo (mobilità), «inadeguato e impreparato sul tema». Il Pdl citica però anche la manovra sull’Imu (la nuova imposta municipale sugli immobili, l’ex Ici) e l’introduzione della tassa di soggiorno. «La giunta è coerente con la peggiore impostazione di prodiana memoria, ma il recupero dei fondi — dice Lisei —potrebbe essere fatto con un netto taglio dei costi della pubblica amministrazione» e una migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare.

Su questo fronte, continua il capogruppo del Pdl, «ci sono immobili regalati’ alle associazioni che credo sia giusto siano rivalutati e che queste associazioni paghino. «Il Cassero — è l’esempio di Lisei — ha una struttura enorme con un valore commerciale di 6.000 euro al mese, ma ci sono anche molti centri sociali dati gratuitamente ad associazioni che creano solo problemi alla città».